Raina Kabaiwanska donna elegante e cantante raffinata nelle scelte artistiche anche quando esiguiva melodrammi assolutamente popolari come Tosca non ha avuto una reiterata frequentazione con i concerti di canto.Il fatto è strano perchè trattandosi di un'artista capace di esprimere con un mutare di intensità o una piccola variante dinamica aveva tutte le caratteristiche per esprimere il meglio della propria arte in sede concertistica.
Quando, però, lo ha fatto ha mostrato la "zampata" della grande interprete e raffinata.
Nel 1975 quando si presentò in Scala, dopo le consuete recite di Tosca ( che se non mi sbaglio avevano in fretta e furia sostituito la prevista Fanciulla del West), si esibì in concerto con un programma che nulla aveva a che vedere con il consueto repertorio operistico.
La Kabaiwanska, benchè bulgara di nascita era, anche nel 1975, ritenuta italiana per formazione e gusto e, paradossalmente, il repertorio russo era una assoluta rarità per la cantante.
Destinata proprio in quegli anni a diventare l'erede dell'Olivero e dopo un decennio passato a cantare di tutto (nelle interviste la Kabaiwanska è schietta e riconosce di esser stata costretta a "prendere tutto", spesso - aggiungiamo noi - quello che altre cantanti non volevano) presentandosi alla Scala andò a rispolverare, lei che sospirava e languiva Tosca e Manon alla maniera delle dive fin de siecle, la musica da camera delle proprie origini se non geografiche, almeno musicali. Offrì al pubblico che l'amava, e che pure la censurava nel do della lama di Tosca, un programma dove anche per chi non conosce la lingua (russo o bulgaro) poteva cogliere le cesellature e gli accenti che, usualmente, distribuiva, ad onta della voce , tutto fuor che bella, in Puccini, Cilea e di lì a poco in Zandonai e Massenet.
Alla fine accontentò il suo pubblico con Adriana. Titolo che le oculate dirigenze scaligere succedutesi nel tempo hanno fatto cantare per due o tre recite, in secondo cast alla Olivero e MAI alla Kabaiwanska, entrambe le signore, a furor di pubblico, senza case discografiche, major e paginoni sui quotidiani, però, sono imperiture nella mente e nel ricordo del pubblico.
Ljubomir Pipkov
Ninna Nanna
Ajscenze
Gheorghi Slatev-Cerchin
La ragazza dagli occhi azzurri
Serghej Prokofiev
Canzone senza parole
Canzone senza parole
Igor Stravinskji
Ti-Lim-Bom
Volavano i cigni
Modest Musorskji
Gopak
Piotr I. Tchaikovsky
Non parlare anima mia
Notti insensate
Perchè ti ho detto niente
Perchè ero come erba nella steppa
Seghej Rachmaninov
Ho amato per malasorte
Io ti aspetto
Un sogno
Una poesia di Alfred de Musset
Acque primaverili
Bis
Elenkè
Ociciornie
Francesco Cilea
Adriana Lecouvreur - Io son l'umile ancella
Pianista : Krassimir Catev
Ljubomir Pipkov
Ninna Nanna
Ajscenze
Gheorghi Slatev-Cerchin
La ragazza dagli occhi azzurri
Serghej Prokofiev
Canzone senza parole
Canzone senza parole
Igor Stravinskji
Ti-Lim-Bom
Volavano i cigni
Modest Musorskji
Gopak
Piotr I. Tchaikovsky
Non parlare anima mia
Notti insensate
Perchè ti ho detto niente
Perchè ero come erba nella steppa
Seghej Rachmaninov
Ho amato per malasorte
Io ti aspetto
Un sogno
Una poesia di Alfred de Musset
Acque primaverili
Bis
Elenkè
Ociciornie
Francesco Cilea
Adriana Lecouvreur - Io son l'umile ancella
Pianista : Krassimir Catev