Scrive Arianna da Nasso in chat:Cara Redazione del Corriere della Grisi,
è la prima volta che scrivo e scusate i pasticci con questa chat... volevo solo ringraziarVi per le precise recensioni pubblicate su questo blog. Ieri sera mentre guardavo la Carmen su Sky pensavo di essere quasi impazzita, ma poi ho letto la recensione e mi sono rincuorata, volevano farmi credere che lo spettacolo fosse meraviglioso, invece... credo proprio che mi risparmierò la coda al loggione. Buon proseguimento di pomeriggio!
Rispondiamo a questo messaggio. Non il solo, anzi, uno dei tanti che la nostra chat, straordinariamente attiva contemporaneamente a rappresentazioni, che fanno audience, abbia recepito.
Avevamo pensato, noi del Corriere della Grisi, di proporre nel mese di dicembre anche qualche ascolto vocale del capolavoro di Bizet, dopo avere dedicato la settimana antecedente l'EVENTO alla direzione di Carmen, stimolati in tal senso dall'aspetto più evidente, non fosse altro che in virtù dell'indefessa attività di autopromozione del direttore, soccorso, appunto, da ogni media disponibile.
A conferma di quanto, a nostre spese, sappiamo da tempo ovvero che sono i media e non solo il pubblico della sala del Piermarini a decretare gli esiti delle serate. Massime di quelle che, sotto ogni profilo, contano come Sant'Ambrogio.
E la profezia si è avverata, con il mediatico ridimensionamento dell'autentica esplosione di fischi indirizzata ai responsabili dalla sezione visiva dello spettacolo. Suonata, per usare uno dei termini del gergo loggionistico, che da tempo non veniva riservata a costoro. Quella dell'anno passato dedicata, invece, fra il primo ed il secondo atto al direttore aveva un'origine, a nostro avviso, ultronea rispetto a gusti ed umori del loggione scaligero.
La suonata dedicata ad Emma Dante sì che può definirsi novità autentica e sconvolgente. E sia tale assunto risposta alla signora Lina Sotis, che dalle pagine del Corriere della Sera si stupisce dell'erotismo sconvolgente dell'allestimento. Sconvolgimento mediatico, che porta a concludere come l'illustre penna di costume del quotidiano milanese o abbia scarsa dimestichezza con l'erotismo o con la sala del Piermarini medesimo, certiorati che la signora non fosse presente alle rappresentazioni della Lady Macbeth del 1993, dove il tasso erotico era ben visibile e palpabile e non per un nudo maschile integrale.
Siamo stati tacciati, come sempre, di colpevole ignoranza perchè sordi al messaggio metaoperistico della signora Dante, la quale, allestendo Carmen, ha condannato, la violenza sugli animali ed il lavoro minorile, donde nell'ipotesi di un allestimento di Traviata dirà la sua, novella senatrice Merlin, sulla prostituzione e per il Trovatore tratterà della violenza verso i rom, perchè insensibili alla filologica scelta di eseguire Carmen nella versione opéra-comique (con ben otto contrabbassi in buca!).
Siamo offesi e stanchi di questa mediatica, miope e strumentale gogna, che contribuisce ad aumentare lo stato di decozione del mondo dell'opera, frutto di un diffuso sovvertimento di valori e principi, che quest'arte hanno regolato immutati nel tempo.Rivendichiamo di avere esperienza di ascolto dal vivo nel replicare a chi dalle colonne del sito della Voce del Loggione (i famosi abbadiani, che ormai non possono autocommiserarsi come itineranti) offre illazioni sulla nostra età ed anagrafica (e dobbiamo ringraziare per il sostanzioso sconto praticato a donna Giulia Grisi) e di ascoltatori, di avere riflettuto sul messaggio e sulla poetica di Carmen (come per qualunque titolo proposto, fosse anche Alessandro Severo di Hasse), sulla sua storia interpretativa, che, come sempre la storia, presenta luci ed ombre.
E allora ricordiamo che avere molto frequentato il teatro non coincide con l'avere altrettanto sentito e soprattutto ringraziamo chi, benchè diciassettenne, munito della preziosa arma dell'ironia, risponda a questi nostri flagellanti.
A lui e molti altri, esemplificati da chi ci ha dedicato, in chat, l'evidenziato pensiero iniziale dedichiamo ascolti di Carmen, che sono, per riciclare il titolo della Repubblica di ieri, "una grande musica che ci consola".
A noi, in primis, ma non solo a noi, però, ricordiamo come il popolo milanese, alludendo a chi menasse vita sopra le proprie possibiilità dicesse, con riferimento a i capi d'abbigliamento " de soura sciureria, de sot jesus maria". Mi pare che il "brocardo" l'utilizzi, in bocca alla saggia signora Pasotti, pure il Fogazzaro.
Buon ascolto di questa che, atteso l'abuso liturgico della signora Emma Dante, altro non possiamo che denominare RIPARAZIONE.
Gli ascolti
La Carmen della riparazione
Bizet - Carmen
Preludio - Herbert von Karajan (1954)
Atto I
Con la guardia quando monta - Dimitri Mitropoulos (1957)
E' l'amore uno strano augello - Medea Mei-Figner (1903), Eugenia Mantelli (1905), Grace Bumbry (1974)
Ah! mi parla di lei...La tua madre con me uscìa dalla cappella...Mia madre io vedo ancor - Hermann Jadlowker & Frieda Hempel (1914), Charles Kullman & Eleanor Steber (1945)
Accorrete! Accorrete! Alcuno non vien? - Fritz Reiner (1953)
Presso il bastion di Siviglia - Barbara Kemp (1915), Gabriella Besanzoni (1931), Ninon Vallin (1932)
Interludio - Dimitri Mitropoulos (1957)
Atto II
All'udir del sistro il suon - Emma Calvé (1908), Conchita Supervía (1930)
Con voi ber, affè, mi fia caro...Toreador, attento - Pasquale Amato (1912), José Mardones (1919), Arthur Endrèze (1932), Heinrich Schlusnus (1933)
Noi s'ha in vista un bell'affare - Conchita Supervía, Anita Appolini, Ida Mannarini, Aristide Baracchi & Giuseppe Nessi (1928), Fedora Barbieri, Lucine Amara, Margaret Roggero, George Cehanovsky & Alessio De Paolis (1953)
Alto là! Chi va là?...Voglio danzar pel tuo piacer - Karl Jorn & Emmy Destinn (1908), Giovanni Martinelli & Geraldine Farrar (1915)
Il fior che avevi a me tu dato - Léon David (1905), Lucien Muratore (1907), Karl Jorn (1908), Augustarello Affre (1911), Bernardo de Muro (1912), Hipólito Lázaro (1926)
No, tu non m'ami, no...Olà! Carmen! olà!...Bel capitan...Ci segui nell'ampia campagna - Emma Calvé & Charles Dalmorès (1908), Elsa Brems & Todor Mazaroff (1937)
Interludio - Herbert von Karajan (1954), Dimitri Mitropoulos (1957)
Atto III
Invan, per evitar risposte assai severe - Sigrid Onégin (1919), Alice Raveau (1931), Gianna Pederzini (1941), Teresa Berganza (1977)
E' nostro affar il doganier - Marguerite Mérentié, Marie Gantéri & Jeanne Billa-Azéma (1911)
Qui dei contrabbandier...Io dico, no, non son paurosa - Rosetta Pampanini (1926), Elisabeth Rethberg (1930), Eleanor Steber (1945)
Ho nome Escamillo - Marcel Journet & Fernand Ansseau (1927), Arthur Endrèze & Gaston Micheletti (1931)
Olà! Olà! José...Laggiù nel suo tugurio...Ch'io mora, ognuno l'oda - Lucien Muratore (1907), Todor Mazaroff (con Elsa Brems & Esther Réthy - 1937), Richard Tucker (con Regina Resnik, Judith Raskin & Justino Díaz - 1969)
Interludio - Dimitri Mitropoulos (1957)
Atto IV
E poi il banderilla vien - Philippe Flon (Met 1902 - Mapleson)
Sei tu? Son io...Più non m'ama il tuo cor?...Dove vai? Mi lascia...Or tu, ti rifiuti a mie brame - Emmy Destinn & Karl Jorn (1908), Conchita Supervía & Gaston Micheletti (1930), Elsa Brems & Todor Mazaroff (1937), Grace Bumbry & Franco Corelli (1974)









“Se volete imparare la strumentazione non studiate le partiture di Wagner ma quella di Carmen. Che meravigliosa economia, ogni nota e ogni pausa è al posto giusto”. Così scrive Richard Strauss in merito alle virtù dell’opera di Bizet. Infatti, aldilà delle tante semplificazioni, dei troppi fraintendimenti e delle molte falsificazioni, che una parte della tradizione esecutiva ha voluto appiccicarle addosso, la partitura di Carmen resta uno dei vertici operistici della seconda metà del XIX secolo: in particolare per l’elaborazione musicale e la ricchezza orchestrale. Una costruzione varia e raffinata, che dosa sapientemente certi effetti coloristici con una struttura estremamente complessa. Sembra scontata, a volte, semplice, immediata. Ma quest’immediatezza, questa facilità, è frutto di uno studio rigoroso, ispirazione autentica e perfezione stilistica. E, come tutti i grandi capolavori entrati stabilmente non solo nel repertorio teatrale, ma nel communis sentire, ha attirato l’attenzione dei grandi protagonisti della scena lirica e musicale. Grandi cantanti, ovviamanete, ma anche grandi e grandissimi direttori. La discografia di Carmen è sterminata e forse sarebbe più facile indicare quali direttori non hanno mai affrontato il capolavoro di Bizet, piuttosto che il contrario. Letture diversissime, a volte, e non solo per la differente scelta editoriale adottata.

