venerdì 31 luglio 2009

I venerdì di Wagner - Giulia Grisi intervista Marianne Brandt (prima parte)

Cari lettori,
apriamo con questa puntata dei "Venerdì di Wagner" un ciclo dedicato alla nostra amata collega, Frau Marianne Brandt, che ha graziosamente acconsentito a prendere un tè con Donna Giulia Grisi e a farsi, con l'occasione, intervistare.

Read More...

mercoledì 29 luglio 2009

Nozze di Figaro da Madrid alla radio

Gli ultimi scampoli di stagione ci portano in dono, via la radio spagnola, una diretta delle Nozze di Figaro dal Teatro Real di Madrid. Diretta che appare emblematica dello stato in cui versa il canto mozartiano, che certa vulgata digitale asserisce essere non solo al riparo da ogni decadenza, ma addirittura capace, per magica virtù, di rimettere in sesto la voce a quei cantanti che l’abbiano dissestata per incongrue scelte di repertorio o lacunose cognizioni tecniche.

Read More...

lunedì 27 luglio 2009

L'africaine Sélika fra antico e moderno, seconda parte.


Veniamo ora all'esecuzione di Antonietta Stella, che interpretò Sélika due volte nella propria carriera, nel 1963 a Napoli e nel 1972 a New York con Richard Tucker, sempre in italiano.

Read More...

venerdì 24 luglio 2009

I venerdi di Wagner: Fine al rito? - Bayreuth 2009

Il 25 luglio si rinnova – come quasi ogni anno a partire dal 1876 (salvo quelle interruzioni dovute alle disavventure belliche nelle quali incappò il Reich “millenario”) – il rito iniziatico del Festival di Bayreuth: monumento all’ego smisurato di Richard Wagner, alla sua gigantesca ambizione e vanagloria e a quel miscuglio – indigesto – di volontà di potenza, paganesimo nibelungico, messianesimo protocristiano, antisemitismo, mitizzazione di sé e della propria pretestuosa missione (il tutto derivante da suggestioni, fraintendimenti e maldestre reinterpretazioni, tratte da letture non comprese se non solo superficialmente: Nietzsche, Schopenhauer, testi buddisti e vedici etc...) che è l’essenza stesso del wagnerismo inteso come filosofia spicciola o, meglio, fede cieca in un innalzamento metamusicale dello spirito (follie, per le menti laiche e più razionali – ma per taluni, sicuramente prosaiche e provinciali – di chi crede che l’opera non sia una sacra rappresentazione e che a teatro ci si vada principalmente per ascoltare musica).

Read More...

giovedì 23 luglio 2009

Grandi concerti di canto: Kirsten Flagstad - La Havana, 24 Ottobre 1948

Il 1948 fu per Kirsten Flagstad l'anno del ritorno al pubblico internazionale dopo gli anni del ritorno in patria, avvenuto nel 1941. In seguito ad alcune esibizioni già nel 1947 a Londra e dopo il debutto alla Scala di Milano con Tristan und Isolde diretto da Victor de Sabata, Kirsten Flagstad intraprese nel 1948 una lunga tournée sudamericana, la seconda e ultima della sua carriera (la prima nel 1938), dove si esibì a fianco di altri due grandi direttori d'orchestra come Erich Kleiber e Clemens Krauss.

Read More...

martedì 21 luglio 2009

Il Don Pasquale dei vecchi

Il mese scorso il Comunale di Bologna ha affidato una versione del Don Pasquale a giovanissimi cantanti della Scuola dell’Opera interna al teatro. In sede di recensione abbiamo esposto le nostre perplessità circa siffatta scelta. Scelta peraltro messa in discussione dal teatro stesso, che ha fatto ricorso a ben tre cantanti in piena carriera per coprire le poco numerose recite in cartellone. La tendenza ad affidare l’opera di Donizetti a un cast di debuttanti o quasi non è comunque una peculiarità del palcoscenico bolognese, visto che nel corso di questa stessa stagione il Teatro Real di Madrid ha compiuto analogo esperimento, nell’ambito di un laboratorio lirico sotto la supervisione del tenore Ernesto Palacio.
Al di là dei risultati, più o meno brillanti a seconda delle potenzialità dei virgulti ingaggiati, sono le ragioni profonde dell’operazione a non convincere.

Read More...

sabato 18 luglio 2009

Onegin in Scala



L'Onegin presentato in Scala questa settimana (noi abbiamo visto la prima di lunedì 13) ha suscitato la perplessità e in taluni casi lo sdegno di parte del pubblico, che ha giudicato scandaloso l'allestimento, importato al pari di orchestra, coro e solisti dal Teatro Bol’šoj.

Read More...

venerdì 17 luglio 2009

L'africaine Sélika fra antico e moderno, prima parte.

Nel 1838 Eugène Scribe propose a Meyerbeer due libretti per nuove opere, il primo era quello de "Le prophète", il secondo "L'Africaine". Ad essere composto e messo in scena per primo fu, come sappiamo, "Le prophète", anche se Meyerbeer durante la composizione di quest'ultimo pare avesse già iniziato a dedicarsi al progetto dell'Africaine. Progetto che nell'intenzione del compositore prevedeva ben altro titolo per l'opera, ossia "Vasco da Gama" e che nella sua lunga gestazione subirà continui rimaneggiamenti per quanto riguarda il libretto, l'ambientazione, i personaggi e la loro caratterizzazione. Meyerbeer non riuscì a vedere rappresentata "Africaine", morendo infatti il giorno dopo aver terminato l'ultima e definitiva copia del suo lavoro, il 2 Maggio 1864. Almeno così raccontanta la tradizione, in siffatti casi prossima all'agiografia.
L'ultimo titolo venne, poi, rappresentato l'anno successivo all'Opéra di Parigi, prima di essere proposta pochi mesi dopo al Covent Garden, dapprima in italiano e poi in inglese, a New York e in altre città.

Read More...