venerdì 29 gennaio 2010

Manon Lescaut a Venezia, ascolto radiofonico


Questa recensione è una delle più severe, controcorrente e da “vivisezione”, mai prodotte, con buona pace dei nostri detrattori di “Face” e, magari, della momentanea soddisfazione della sua amministratrice, perché con questa rappresentazione lagunare del titolo pucciniano siamo davanti ad uno dei casi vocali più straordinari del nostro tempo attuale. Il “caso Serafin”, perché di caso si tratta, stigmatizza in modo lampante come al giorno d’oggi sia possibile, di fronte alla sola dote di un certo volume vocale in una limitata zona della voce, confezionare e incensare un prodotto carente, invece, nei requisiti minimali.

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giovedì 28 gennaio 2010

Werther con Jonas Kaufmann

Benché arcaici e sorpassati siamo muniti di mezzi di comunicazione e ricezioni radiotelevisive moderne e, quindi, abbiamo avuto l'onore di assistere per televisione al Werther di Jonas Kaufmann.
Rappresentazione, che è stata salutata come la rivelazione del personaggio, una epifania assoluta. A partire, forse dall'aspetto fisico del protagonista.
Allora per cominciar da quello non si può negare che Alfredo Kraus fosse davvero un bell'uomo per tacere di un Werther, diciamo occasionale come Jaime Aragall.
Peccato che il protagonista di Werther, come quello di ogni opera, debba anche cantare.

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martedì 26 gennaio 2010

Vendetta ti chieggio: le grandi Donn'Anna

In fondo, dato il temperamento del personaggio, alla vendetta potrebbe benissimo provvedere da sola senza nessun ausilio vuoi di don Ottavio o di chicchessia. Oltre che virago la nostra è anche ipocrita. Deve, quindi, salvare le convenienze sociali, ossia la faccia, ed allora chiede all'uomo di turno di essere ultore del proprio onore di figlia. Perchè siamo onesti basta leggere il libretto di da Ponte per comprendere che altro onore, l'onore per antonomasia, donna Anna l'ha perso da tempo, visto che alle visite maschili notturne è avvezza. Lo ammette lei stessa nel lungo recitativo, che precede la procellosa aria "Or sai chi l'onore".

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sabato 23 gennaio 2010

Idomeneo radiofonico dal Regio di Torino

L’Idomeneo torinese, che ieri sera mamma Rai ci ha consegnato a domicilio tramite il terzo canale radiofonico, conferma una diffusa tendenza in atto nel teatro d’opera: la liricizzazione di Mozart.

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venerdì 22 gennaio 2010

Il Messiah, tra storia e interpretazione.

L’occasione della recente uscita di una nuova registrazione dei Concerti Brandeburghesi di Bach, è stata lo spunto per alcune riflessioni circa i diversi approcci interpretativi alla musica del periodo barocco. La Decca, infatti, ha appena pubblicato i sei concerti di Bach nell’interpretazione di Riccardo Chailly, alla guida della blasonata Gewandhaus Orchestra di Lipsia (come prima tappa di un progetto che comprenderà, con i medesimi complessi, la Passione secondo Matteo e l’Oratorio di Natale). Orchestra dunque “moderna” – anche se bisognerebbe intendersi sul concetto di modernità: rispetto a cosa e rispetto a chi? L’orchestra di Lipsia è stata fondata nel 1741, vi suonò Mozart, ospitò le prime esecuzioni di molte sinfonie di Beethoven, della Creazione di Haydn, fu diretta per ben 10 anni da Mendelssohn e poi dai più celebri direttori, tra cui Carl Reinecke, Arthur Nikisch, Furtwangler, Bruno Walter, Abendroth…una tradizione secolare, appunto, che ha contribuito a creare un certo tipo di suono, di approccio e di sensibilità.

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mercoledì 20 gennaio 2010

Il soprano prima della Callas, undicesima puntata: Maria Reining

La carriera di Maria Reining fu lunga e gloriosa. Impiegata di banca, come lo era stato Franz Völker e debuttante , per i suoi tempi, in “tarda” età nel 1931, ma alla Staatsoper di Vienna, in ruoli di soubrette, passò dapprima a Darmstadt e poi all’opera di Monaco dove, sotto la direzione di Hans Knappertsbusch affrontò uno dei suoi ruoli topici: Elsa. Tornò a Vienna nel 1937 e vi rimase stabile sino al ritiro avvenuto nel 1957. Dal 1937 al 1941 cantò al Festival di Salisburgo con le maggiori bacchette: Toscanini per i Maestri cantori e Knappertsbusch per le Nozze di Figaro.

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domenica 17 gennaio 2010

Salome a Bologna: Moonlight & Valentino

La ridotta stagione operistica del Comunale si è aperta ieri sera con Salome.
Il medesimo titolo era stato proposto dieci anni fa, e da allora nessun'altra opera di Strauss era stata presentata nel teatro felsineo. Ricordiamo che in tempi relativamente recenti, vale a dire nei tanto deprecati, oggi, anni Ottanta e Novanta, il teatro allestì fra gli altri Capriccio (in italiano) e Rosenkavalier, dimostrando, i dirigenti di allora, un poco più di fantasia e creatività rispetto agli attuali. Dopo dieci anni è immutato il titolo, ma naturalmente è cambiato l'allestimento, subentrando allo spettacolo di Pier Luigi Pizzi, originariamente concepito per Reggio Emilia, una nuova produzione realizzata in collaborazione con il Verdi di Trieste.

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sabato 16 gennaio 2010

Rigoletto alla Scala. La provincia emiliana in trasferta

Ieri sera in Scala Rigoletto, secondo titolo della stagione ove sono bandite scelte che esulino dai quindici titoli più rappresentati al mondo. E ciò nonostante Internet e la Garzantina.
In realtà è la riproposizione in Scala di un cast, che la passata stagione nella provincia emiliana costituì forte richiamo per il pubblico, che venne, anche omaggiato del bis (ed addirittura del tris) della “vendetta”. Questa scelta è il segno, irreversibile, dei tempi. Un tempo i grandi cantanti ritenevano normale alternare ai maggiori teatri quelli cosiddetti di provincia. Bastino le cronologie di un Gigli o di una Pampanini ed in tempi a noi prossimi la Kabaivanska o la Serra. Oggi, al contrario sono cantanti da provincia nel senso deteriore del termine a calcare anche il palcoscenico scaligero.

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venerdì 15 gennaio 2010

…e la Befana mise un Nabucco nella calza!

Durante le vacanze natalizie, mentre si fa zapping tra i canali televisivi per cercare qualcosa che possa risparmiarci la visione di quei film a tema, tutta melassa, neve e bontà, capita di trovarsi di fronte alla campagna pubblicitaria di un importante evento culturale operistico: “Nabucco” di Giuseppe Verdi al Teatro Politeama di Catanzaro, con Renato Bruson nel ruolo del titolo, Daniel Oren sul podio e regia del bravissimo Gigi Proietti!

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