venerdì 26 febbraio 2010

Fervidi pensieri 1 - Andrea Chénier a Madrid: Tal dei tempi è il costume!

Ieri sera è accaduto all’opera lirica di finire malamente svergognata in quel di Madrid, in diretta radio.

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mercoledì 24 febbraio 2010

L'opera dei sogni: Alzira

Nel 1844, il poco più che trentenne compositore Giuseppe Verdi aveva al suo attivo ben sei opere con cui era riuscito ad espugnare le prestigiose ribalte milanesi, veneziane e romane, e mentre si apprestava a donare al Teatro alla Scala l’ultima delle sue fatiche, Giovanna d’Arco, veniva sfiorato dall’idea di conquistare una nuova fortezza: il Teatro San Carlo di Napoli.

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lunedì 22 febbraio 2010

Idomeneo a Bologna: una serata... surreale!

In un Comunale più deserto del solito, malgrado il clamore della stampa (rigorosamente locale) e le svendite al box office, e vieppiù svuotatosi dopo il secondo intervallo, si è consumata ieri sera la prima dell’Idomeneo. Il termine può apparire forte, ma quello cui abbiamo assistito è un autentico scempio, a più livelli, della partitura, oltre che una delle serate più assurde e insensate degli ultimi tempi, che pure di simili serate non sono stati parchi.

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venerdì 19 febbraio 2010

Intervista alla Señora

Ebbene signori ci è capitato anche questo nella nostra carriera di passatisti.
Andare a chiacchierare con la Señora Caballé e farlo in maniera assolutamente informale, perchè di primedonne, che sanno prendersi in giro quando sanno di essere nella tana del lupo, ce ne sono proprio poche e la Señora (come è sempre stata chiamata dal pubblico complice anche la complessione) in questo è veramente assoluta.

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mercoledì 17 febbraio 2010

Clemenza di Tito a Napoli: un sabato alla radio.

Clemenza di Tito o Demenza di T….?
E’ la sintesi, per nulla amletica, della recensione, che, a causa dalla rassegna stampa perfidamente speditami da Tamburini, mi vedo costretta a scrivere, sebbene in ritardo: non si può più lasciar passare il continuo scempio vocale che di Mozart si fa al giorno d’oggi.
Una volta, parecchi anni fa, commentando con una grandissima artista la deriva che il canto mozartiano stava subendo in quel di Salzburg et aliis locis affinibus, mi venne da sbottare: “Ci vorrebbe la censura per Mozart!!”, e mi sentii rispondere “Allora non lo sentiremo proprio più !”.
In effetti è stato così, Mozart non lo abbiamo più sentito, ma non a causa della censura, bensì per assenza di artisti adeguati nel giro di vent’anni è diventato impossibile andare a teatro e non sentirsi intasare le orecchie da strilli, rantoli, sospiretti, gemiti assortiti, gorgoglii et consimilia.
In una settimana prima la devastazione del Don Giovanni di Milano, poi, la sgangherata Clemenza radiofonica napoletana. Troppo per qualunque melomane udente, anche per quelli come noi, resistenti al fuoco del bercio. Le orecchie sono ustionate da simili serate alla radio!
Salviamo il San Carlo, perché è giusto, ma non per questo carbonizziamo Mozart !

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lunedì 15 febbraio 2010

Il barocco, il teatro e la regia.

Sfogliando le riviste specializzate, nel leggere certi resoconti degli spettacoli in giro per l’Italia o l’Europa, o le recensioni (ma sarebbe più corretto definirle “comunicazioni pubblicitarie”) dei più recenti prodotti audiovisivi (magari allegati alla stessa rivista), ci si imbatte sempre nelle stesse considerazioni, nelle stesse lamentele, negli stessi piagnistei livorosi: riguardanti il miserrimo stato in cui verserebbero le italiche sorti musicali rispetto alla novella età dell’oro che si vivrebbe nella “più civile Europa”. Le solite firme sono use definire il nostro come un paese di retroguardia culturale, ai margini del progresso e della civiltà musicale. La colpa? Naturalmente appartiene allo stuolo degli ottusi e facinorosi passatisti che, con sicumera reazionaria (e comportamenti incivili), impedirebbero ai pubblici nostrani di godere delle meraviglie baroccare, di osannare le rockstar di podio e ugola, di gustare le trovate dei registi più à la page! Naturalmente basterebbe andare qualche volta a teatro per rendersi conto di quanto non corrisponda al vero detto assunto: ma i maestri della critica acritica preferiscono dedicarsi ad isteriche invettive (ben retribuite, probabilmente) piuttosto che riflettere sull’effettiva validità di quello che ci vorrebbero imporre. Nuova occasione di querelle è la realizazione scenica.

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sabato 13 febbraio 2010

L'angolo dei lettori: La Sonnambula all'Opéra di Parigi



Cari amici,
dopo la felice esperienza del Ballo parigino di qualche mese fa, il Corriere dedica nuovamente spazio alle recensioni dei lettori, nella fattispecie Tripsinogeno e Fantedipicche, che hanno assistito per noi alla Sonnambula allestita all'Opéra di Parigi con Natalie Dessay, Javier Camarena, Michele Pertusi e la direzione di Evelino Pidò. Ringraziandoli per la disponibilità e...lo sprezzo del pericolo!, cediamo loro la parola.

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