venerdì 21 novembre 2008

Deh vieni alla finestra o mio tesoro



Forse il momento più affascinante in una partitura che non ne è certo parca, la Serenata di Don Giovanni è uno dei luoghi in cui il grande cantante mozartiano può dispiegare appieno le proprie doti.
Il sognante motivo in sei ottavi richiede non già formidabile estensione o prodezze di coloratura, ma emissione rotonda e carezzevole, fiati lunghi e perfetto controllo di piani e pianissimi, onde sostenere l'ampiezza dell'arcata melodica senza comprometterne l'impalpabilità. E' un erotismo aristocratico ma tutt'altro che freddo, quello che emerge dall'ingannevolmente semplice pagina. Come la nobiltà ha dipinta negli occhi l'onestà, la voce di Don Giovanni deve evocare la superba maestà di una notte spagnola. Ed è esattamente questo tipo di charme che sembra essere stato smarrito, negli anni, per fare spazio dapprima a "sfoghi" d'indubbio impatto (ma gusto talvolta dubbio) e poi a manierismi prossimi alla parodia (proposti per giunta da voci tecnicamente tutt'altro che impeccabili) o, nella migliore delle ipotesi, esecuzioni volonterosamente freddine. Gramo insomma appare il destino del burlador di Siviglia, che oggi potrebbe al massimo aspirare a un soggiorno in Purgatorio (con annesso sconto di pena per buona condotta).

Mattia Battistini - 1902
Victor Maurel - 1904
Maurice Renaud - 1908
André Pernet - 1934
Ezio Pinza - 1942
Dietrich Fischer-Dieskau - 1965
Cesare Siepi - 1966
Ruggero Raimondi - 1984
Thomas Allen - 1991
Simon Keenlyside - 1997
Peter Mattei - 1999
Thomas Hampson - 2004
Erwin Schrott - 2006
Johannes Weisser - 2006

2 commenti:

marc ha detto...

Ci manca Rodney Gilfry, uno dei piu affascinanti interpreti del ruolo.

Antonio Tamburini ha detto...

Vocalmente il buon Gilfry non mi sembra messo molto meglio di un Hampson... certo l'uomo è fascinoso.