mercoledì 18 agosto 2010

Mese di agosto X - La Cenerentola della riparazione

La Cenerentola, atteso il cast approntato dalla direzione artistica del Festival Rossini di Pesaro ci aveva indotto a predisporre ascolti definiti riparatori.

Al termine delle trasmissioni radiofoniche e non certo per i gratuiti commenti di cui fatti oggetto per la definizione di canto antirossiniano con riferimento a quello della signora Barcellona, il vero ascolto riparatorio avrebbe dovuto avere per oggetto l'esecuzione delle parti di Marietta Marcolini, primo Sigismondo, ossia
il contralto en travesti, considerata l'espansione del repertorio in questa direzione della signora Barcellona. Ma queste riflessioni sono soltanto rinviate e, quindi, rimangono gli ascolti riparatori di Cenerentola.
Riferiti alla protagonista gli ascolti cosiddetti riparatori costituiscono il primo passo nella direzione impostaci dall'esecuzione della signora Barcellona.
Mi spiego negli ascolti compaiono almeno due cantanti Teresa Berganza e Martine Dupuy, che, più volte, forse troppe, abbiamo avuto occasione di indicare per spontanea arte vocale e per completezza tecnica quali irripetibili interpreti del ruolo. La scelta, però, non è limitata a questo: abbiamo, infatti ritenuto essenziale proporre una pressochè sconosciuta esecuzione di Christa Ludwig, quando la cantante era poco più che trentenne, alla vigilia della fama internazionale ed ancora orientata su un repertorio di mezzo soprano acutissimo, rappresentato da ruoli mozartiani e da Oktavian, ovvero l'attuale repertorio di Joyce di Donato. Credo, in attesa di smentita, che Angelina sia l'unico ruolo rossiniano documentato di Christa Ludwig. Eppure abbiamo un'esecuzione fluida della coloratura, grande facilità in alto e, ed siamo all'aspetto di maggiore interesse, inserimenti e variazioni che poi direttori e filologi à la page avrebbero dapprima censurato, come antirossiniani, per poi riproporli. Quel che insegna l'Angelina della Ludwig è che il primo passo per essere cantanti rossiniani è la disponibilità di un bagaglio tecnico, che consenta a qualsiasi altezza del pentagramma di emettere suoni morbidi rotondi e sul fiato, e di eseguire rispettosamente la coloratura prevista. Non significa rivelare gli accenti nascosti, ma avere i mezzi per poterlo fare.

Gli ascolti

Gioachino Rossini

La Cenerentola


Atto I


Ouverture - Vittorio Gui (1968)

Miei rampolli femminini - Enzo Dara (1978)

Un soave non so che - Anatoli Orfenov & Zara Dolukhanova (1951), Waldemar Kmentt & Christa Ludwig (1959), Ugo Benelli & Frederica Von Stade (1974), Rockwell Blake & Martine Dupuy (1990)

Prendi la sposa, affrettati...Come un'ape nei giorni d'Aprile - Sesto Bruscantini (1968)

Signor, una parola...Nel volto estatico - Conchita Supervia & Vincenzo Bettoni (1929), Frederica Von Stade, Ugo Benelli, Paolo Montarsolo, Renato Capecchi & E. Lee Davis (1974)

Conciossiacosacché...Intendente? Direttor? - Enzo Dara (1978)

Ah, se velata ancor...Parlar, pensar, vorrei...Mi par d'essere sognando - Christa Ludwig (con Waldemar Kmentt, Walter Berry, Emmy Loose, Dagmar Hermann, Karl Donch & Ludwig Welter - 1959), Teresa Berganza (con Luigi Alva, Sesto Bruscantini, Rita Talarico, Rosa Laghezza, Paolo Montarsolo & Giannicola Pigliucci - 1968), Marilyn Horne (con Francisco Araiza, Sesto Bruscantini, Evelyn de la Rosa, Leslie Richards, Paolo Montarsolo & John Del Carlo - 1982)

Atto II

Sia qualunque delle figlie - Enzo Dara (1968)

Sì, ritrovarla io giuro - Chris Merritt (1987), William Matteuzzi (1992)

Siete voi?...Questo è un nodo avviluppato...Ah! Signor, s'è ver che in petto - Teresa Berganza (con Luigi Alva, Renato Capecchi, Paolo Montarsolo, Margherita Guglielmi, Laura Zannini - 1971), Martine Dupuy (con Rockwell Blake, Enrico Fissore & Georges Pappas - 1990)

Sventurata! Mi credea - Gianna Rolandi (1980)

Nacqui all'affanno e al pianto - Eugenia Mantelli (1905), Conchita Supervia (1927), Christa Ludwig (1959), Teresa Berganza (1971), Martine Dupuy (1990), Sonia Ganassi (2000), Olga Borodina (2005)



10 commenti:

scattare ha detto...

La lezione di tecnica della Sig.a Ludwig è impagabile.

Carlotta Marchisio ha detto...

Non ho ascoltato, e credo nemmeno ascolterò, il Sigismondo di Pesaro, ma mi chiedo, dopo quell'Orsini scaligero del 2003, come si possa perdere tempo (e credibilità) a friggere aria, ossia disquisire se la Barcellona sia rossiniana o meno, quando invece la signora ha il solo difetto di aver sbagliato mestiere! Volendo pure passar sopra la gola spudoratamente esibita, non c'è una zona del pentagramma in cui i suoni vengano emessi con il corretto sostegno del fiato. Le salite e discese sono buttate lì senza il minimo controllo, tale da rendere la vocalizzazione e la linea del canto chimere che nemmeno nei sogni più ottimisti... (e hanno il coraggio di definirla rossiniana!)
E siamo nel 2003! Alla faccia dei soliti cerottini del tipo "ha perso qualcosa negli ultimi anni"... Tant'è che basterebbe andare a risentire il suo Romeo salisburghese dell'anno dopo, disastroso al pari, a fianco di una signora Schrott che a confronto di questa qui pare una Rinaldi in piena forma! (...e taccio per pudore sulla Melibea scaligera dello scorso anno)

www.youtube.com/watch?v=Zay8FKw0atI

maometto II ha detto...

bel post, ascolti molto interessanti, come sempre, ma ... al posto del finale I della Horne c'è di nuovo la Ludwig... si può correggere? grazie mille Maometto II

Antonio Tamburini ha detto...

x Maometto: ecco fatto! grazie della segnalazione :)

maometto II ha detto...

grazie a te:-) mi piacciono molto questi ascolti, indicativi ognuno della propria epoca. sorprendente la Ludwig, peccato che nel rondò il soprano Clorinda le rovini tutto ululando e il direttore è un "Tacabanda" da paura!!! aiuto che fracasso!! la Borodina non mi piace proprio. lodo la sua buona volontà, ma non è cosa per lei. Dupuy incommensurabile, ma la Berganza se le magna tutte!!
Però consentitemi. Pur con una voce magari meno sontuosa e con mende tecniche non da poco, io ho amato moltissimo l'Angelina di Lucia Valentini. so cha voi non piace, ma io la rimpiango non poco... specie per ciò che ci viene propinato oggi.
Saluti Maometto II.

Semolino ha detto...

Salve,
mi limito agli ascolti del rondò finale:
non capisco perchè proporre fra gli ascolti riparatori (che dovrebbero riparare) di "non più mesta" due robe così urende come la Borodina che vocalizza che pare una chioccia col singhiozzo per non parlare degli insopportabili acuti duri e fisbrosi da far paura, altro che riparatori, è da citare per danneggiamento al timpano! e poi la Ganassi colla voce che traballa al centro, pare cantante usurata di novanta anni, il grave ingolfato, le agilità tutte tartagliate e le ascese all'acuto taglieti e aspre.

Le altre sono tutte veramente brave e riparatrici, grande sopresa è stata per me la Ludwig, che non conoscevo in questo repertorio, anche se devo temperare un po' l'entusiasmo di Donzelli per quanto riguarda l'agilità : la Ludwig esegue correttamente la coloratura ma a tratti manca il vero mordente, c'è un non so che di scolastico in certi passaggi, non in tutti, ma in alcuni c'è, c'è solo la meccanicità senza la vera fluidità né il vero mordente, basta il confronto colla Dupuy che di tutte è quella che ha l'emissione più omogenea e il registro grave più immascherato poichè anche grandi cantanti come la Berganza, la Supervia e la Mantelli eccedono un poco nei suoni poitrinés, il loro è un poitriné esente da gutturalità perchè sempre a voce mista e appogiata ma le risonanze di petto sono eccessive, la più perfetta tecnicamente è la Dupuy.

Velluti ha detto...

La Ludwig è meravigliosa. Una voce di una tale bellezza e sontuosità fa dimenticare talune incertezze (invero piccole piccole!) nella coloratura (come sempre Semolino raffazzona quattro scemenze attingendo ad un repertorio di luoghi comuni cellettiani veramente frusto, senza, però, possedere il fascino provocatorio del protos eurethes). La Ludwig non è mai stata cantante rossiniana, nè ha mai affrontato il repertorio del pesarese: ergo, la sua coloratura emerge come il frutto di un bagaglio tecnico eccezionale; taluni difetti, più che imputabili a problemi tecnici, vanno ascritti ad una scarsa frequentazione del repertorio. La Simionato, assidua frequentatrice di Rossini, è stata cantante sempre raffazzonata e approssimativa nel canto d'agilità (si pensi al suo Arsace... La Sutherland la affossa letteralmente!).
Giocare a chi va la palma è veramente puerile... Così come puerile è stare a disquisire di mancanze e assenze (l'assurda rimostranza sull'assenza di Pertusi... Mah! Veramente siamo a quel livello per cui bisogna per forza dire qualcosa pur di dimostrare quanto si è bravi... Che tristezza!).
Sulla Dupuy posso dire che è bravissima, ma certo la Berganza rimane la regina di questo repertorio, anche al di sopra della Supervìa, che - a livello di soddisfazione nel mettere in mostra il proprio registro grave - di certo non scherza!
La Berganza, con il suo colore vocale, è l'unica che riesce, per intrinseci meriti tecnici e naturali (la stratosferica bellezza del timbro! Quella nessuno te la può dare!), ad aderire come un guanto alla musica semi-seria (o semi-comica!) di Rossini, di cui Cenerentola è il vertice assoluto.
Mi spiace, ma la Berganza (che nell'esecuzione postata aveva già sul groppone vent'anni di carriera!) rimane la Cenerentola di riferimento. Punto!

Semolino ha detto...

Ci tengo a far notare che le voci della Mantelli, Berganza, Supervia, Ludwig e Dupuy, pur essendo state registrate in epoche e situazioni diversissime fra di loro, hanno tutte una caratteristica significativa che le accomuna : quella soavità, quella morbidezza e quella leggerezza di emissione che si ottiene esclusivamente, come si suol dire in gergo, con il canto sul fiato. Inoltre possiedono tutte quella brillantezza di smalto e quella risonanza tipiche della voce perfettamente immascherata. Fanno contrasto, colle sovra citate, le emissioni rozze della Borodina e della Ganassi, che non sono né leggere né soavi, né terse, né di vera risonanza, suonano pesanti e grevi, hanno certo una certa sonorità, una parvenza di squillo, ma il loro tipo di sonorità é quello tipico della dote naturale, e manca anche il vero smalto e la vera omogeneità, si ha la netta impressione che cantino con un velo in bocca e non appena incominciano a muoversi sul pentagramma appaiono disuguaglianze, asprezze e spigolosità di suono che sono tipiche di un canto basato sulla fibra naturale e non sul canto di scuola.
PS : quello che in realtà più mi ha colpito della Ludwig è stata la saldezza del registro acuto.

davide ha detto...

Grazie mille per queste autentiche perlacee rarità... E pure a 320 kbps! Andranno ad arricchire la mia personale discoteca... P.S. Nessuno prende in considerazione la Callas (per quanto riguarda il rondò)? E la von Stade, che, se non erro, fu la protagonista di quella sontuosa realizzazione video targata Abbado & Ponnelle?

Domenico Donzelli ha detto...

il post è mio e mi spiego. Ganassi e borodina sono state prescelte per dimostrare che pure loro fanno meglio della originale scelta . Nel confronto dusty berganza è duro la prima superiore x stile e tecnica la berganza x qualità vocale. Quanto alla simionato concordo con le censure era più a fuoco e in maschera quella di ebe stignani sentire la sua rosina ,