mercoledì 30 gennaio 2008

Cyrano de Bergerac alla Scala


Domanda ingenua e come tutte le ingenue perfida: “Ma era proprio necessario riproporre il Cyrano de Bergerac alla Scala?”
In una stagione dove la poca inventiva e gli scarsi mezzi si coniugano in maniera impietosa, la ripresa di un titolo desueto e non forse per caso dubito abbia significato e rilevanza.
E qui mi fermo perché mezzo secolo or sono la domanda era destinata, grosso modo con gli stessi argomenti, a riproposte come la Bolena di Maria Callas o la Semiramide e la Beatrice di Tenda con Joan Sutherland.
E quindi la sospensione del giudizio è doverosa in merito all'opportunità della ripresa dell’opera di Alfano.

Read More...

Rossini Opera Festival 2008 - Tra sogni e realtà


E' appena stata ufficializzata la programmazione e i cast del Rossini Opera Festival 2008. Tre i titoli d'opera : Ermione, L'equivoco stravagante e Maometto II, preceduti dal concerto inaugurale di Juan Diego Florez dal suggestivo titolo "Il presagio romantico", seguono l'esecuzione dello Stabat Mater e i concerti di canto, che vanno dal concerto celebrativo in onore di Maria Malibran con protagonista Joyce Di Donato, fino ad arrivare ai concerti di Carmela Remigio (con il puntuale sostegno del maestro Magiera al piano), di Lawrence Brownlee e infine Patrizia Ciofi.

Read More...

martedì 29 gennaio 2008

Juan Diego Flórez in concerto alla Scala

Il tour concertistico di JDF ha fatto finalmente tappa anche al Teatro alla Scala di Milano.
Il celebre tenore è ritornato tra i proclami un po’ eccessivi dell’ufficio stampa del teatro ("Il 20 febbraio dell’anno scorso, li aveva ripetuti di slancio: i nove Do di Tonio ne La fille du régiment di Donizetti, coroncina che alcuni tenori non riescono nemmeno a iniziare. Ed era esplosa la gioia del pubblico. Qualcuno aveva obiettato che il rito del bis è un passo indietro, ma Juan Diego Flórez è così: il regalo della naturalezza nel toccare e tenere le vette del suo registro, se può, lo elargisce senza risparmio e senza pensarci troppo. E condivide con molti il pensiero che il teatro musicale è il cerchio magico in cui chi eccelle ha diritto a qualche eccezione, se serve a tenere in vita l’antico rito del melodramma……" ), sull’onda del successo dell’ambizioso disco dedicato a G.B.Rubini e del concerto-conferenza tenuto all’Università Cattolica.

Read More...

giovedì 24 gennaio 2008

Il tenore prima di Caruso e del Verismo, parte III: Tamagno e De Negri


I tenori drammatici italiani Francesco Tamagno e Giovanni de Negri.
Il pubblico odierno, quando pensa al tenore drammatico o di forza (ammesso e non concesso, che, oggi, rappresentanti della categoria calchino la scena) pensa a voci scure, baritonali, limitate in estensione e dinamica per lo sfoggio di turgidi centri sopra pesanti orditi orchestrali e l’insistenza della scrittura vocale nella scomoda zona del passaggio superiore della voce.

Read More...

martedì 22 gennaio 2008

Maria Stuarda: la rivincita del secondo cast


Prima di procedere alla recensione della terza rappresentazione di Maria Stuarda, e del differente cast proposto, vorrei premettere una breve e, ahimè, sconsolata riflessione di carattere più generale. Alla luce delle recenti produzioni nazionali ed internazionali dai risultati più che deludenti (soprattutto per i nomi – anche di un certo prestigio – coinvolti), e mi riferisco in particolare ai pessimi Puritani con la Netrebko o all’assai mediocre Lucia di Lammermoor con la diva Dessay, ma anche al ROF dell’estate scorsa (e pure di quelle precedenti ad essere sinceri..) o alla disastrosa Lucrezia Borgia del Festival Donizetti di Bergamo (con un’esibizione semplicemente indecorosa della Theodossiu), mi chiedo perché ostinarsi a rappresentare e proporre un repertorio che presenta indubbi problemi legati alla vocalità, senza avere (non perché non esistano in assoluto, ma piuttosto perché non si vogliono o non si possono scritturare) interpreti adeguati, adatti per stile e tecnica al belcanto e capaci di superare (o almeno di affrontare degnamente) tutte le difficoltà che esso comporta. E il mio stupore e il mio domandarmi perché, si ripropone anche di fronte a questa Maria Stuarda scaligera, programmata nell’ambito di una delle stagioni più sgangherate e raffazzonate, che la storia di quel teatro rammemori.

Read More...

sabato 19 gennaio 2008

Le interviste: John Osborn

Cari lettori, come avrete ormai capito questo Corriere ama moltissimo il lato "epico" dell'opera. Ci affascinano le battaglie dei grandi cantanti alle prese ora con terribili cimenti canori, ora con il desiderio di andar oltre i propri limiti vocali, ora con il confronto con qualche altro grande, talvolta addirittura in lotta... con se stessi! E' questo il lato romantico e affascinante dell'opera e dei suoi protagonisti, che il pubblico ama proprio in forza della loro personalità.
In un presente triste, di carriere costruite a tavolino, con il bilancino da farmacia e fallaci slogan pubblicitari, John Osborn ha rinverdito il mito romantico del tenore ottocentesco, sfidando a viso aperto l'Arnold rossiniano. Un gesto davvero unico, a nostro avviso, che gli è valso ammirazione e plauso da parte di tutti, sia per la qualità del canto espresso sia, appunto, per il coraggio dimostrato nel mettersi in gioco al mille per mille, rischiando... romanticamente!
Ecco perchè, cogliendo l'occasione dell'Orphée bolognese, abbiamo voluto porgli alcune domande, nonostante sia un tenore in piena carriera e non un giovane debuttante, come sono stati sinora gli ospiti delle nostre interviste. Come già avvenuto per l'intervista a Michele Angelini, lasciamo in inglese le domande e le risposte. Qui trovate la traduzione. Enjoy!




John Osborn

Bellini - La sonnambula - Prendi l'anel ti dono (con Sumi Jo - Versione Rubini)
Bellini - La sonnambula - Tutto è sciolto...Ah! perchè non posso odiarti (con Natalie Dessay)
Donizetti - La fille du régiment - Ah! mes amis, quel jour de fête!
Donizetti - La fille du régiment - Quoi! Vous m'aimez... (con Chen Reiss)
Donizetti - La fille du régiment - Pour me rapprocher de Marie
Rossini - Guillaume Tell - Ne m'abandonne point...Asile héréditaire

Read More...

mercoledì 16 gennaio 2008

Alla fine Maria Stuarda taglia la testa a tutti

Ho portato il taccuino e la penna ieri sera, perché avrei voluto rendervi una recensione fedele e precisa, una buona chiosa passo passo alla serata: pensavo fosse doveroso, perché la Maria Stuarda, piaccia o meno rispetto agli altri titoli regali o ducali di Donizetti, resta una hit del belcanto, una di quelli che, a lato del moderato virtuosismo, impone alla Regina vittima ed agli due protagonisti, di cantare sulla parola, di fraseggiare ed inventare accenti, intenzioni….insomma….di non mollare mai un attimo. Ancora una volta, però, la cronaca della serata si riduce al racconto della prestazione solitaria della madrina del canto contemporaneo, Mariella Devia.

Read More...

martedì 15 gennaio 2008

Il mito della primadonna: Maria Stuarda



Dalla ripresa del Maggio Musicale fiorentino 1967 Maria Stuarda è rientrata, quasi stabilmente, in repertorio. Specie in quello di primedonne, giustamente desiderose di mettere in rilievo le proprie qualità e di poco fantasiosi direttori artistici di teatro, i quali si illudono che per fare novità si debba proporre la cosiddetta trilogia Tudor.
Mai Donizetti pensò ad una trilogia né tanto meno impresari e direttori di teatro coevo al maestro. E poi Bolena ed in parte Devereux sopravvissero per anni, mentre la Stuarda conobbe, come moltissime altre produzioni donizettiane, immediato oblio.
Se poi devo esprimere la mia opinione, per quale che vale, la mie preferenza va, piuttosto che alle regine, alle duchesse donizettiane in primo luogo Maria di Rohan e Lucrezia Borgia. Opere queste ultime di lunghissima sopravvivenza nel repertorio. Anzi mai sparite.
La tiepida accoglienza e la rapida sparizione della Stuarda è frutto della debolezza del libretto dove le due regine si incontrano ( e ciò secondo Schiller e contro la storia), ma a parte la famose apostrofe non hanno la possibilità di un vero scontro vocale e il terzo atto è per la più parte occupato da Maria, prima confidente con Talbot e poi, debitamente emendata dai terreni errori, pronta al patibolo, da martire o quasi.
Il limite drammaturgico è pregio assoluto se la Stuarda di turno è una vera grande assoluta primadonna con tutti i sacri crismi vocali, tecnici ed interpretativi. In assenza di queste qualità le caratteristiche drammaturgiche di Maria Stuarda si trasformano in armi a doppio taglio con conseguente affossamento del personaggio e dell’opera che sulla protagonista si regge per buona parte.

Read More...

domenica 13 gennaio 2008

Cenerentola: l'arte del rondò finale.

Parlare di Marilyn Horne, Teresa Berganza, Lucia Valentini-Terrani e Martyne Dupuy, interpreti del ruolo di Angelina-Cenerentola di Rossini rappresenta l’opportunità per un piccolo viaggio nei ricordi di ascoltatore.
Crea, purtroppo, seri rapporti con il presente, non essendo un passato remoto, ma un passato molto prossimo.

Read More...